Gruppo femminile

Il Gruppo Femminile della Chiesa Metodista di Savona nasce agli inizi del 1900 quando, nel 1905, l’allora Chiesa Cristiana Libera entra a far parte delle Chiese Evangeliche Metodiste, ma la più antica testimonianza dell’attiva presenza femminile nella chiesa protestante savonese risale al 1898, con l’elezione per la prima volta di una donna nel Consiglio di Chiesa, la signora Teresa Manin, eletta a pieni voti da parte dell’assemblea. Il Gruppo iniziò la sua attività partendo dall’esigenza delle sorelle di chiesa di condividere il proprio lavoro in una dimensione comune, collettiva, così da poter socializzare, conoscersi meglio ed anche aiutare i bisognosi, attraverso la produzione di manufatti che venivano donati o messi in vendita in occasione dei “Bazar”, i mercatini organizzati tuttora nella nostra chiesa. La vocazione diaconale al di fuori ed all’interno della comunità è ancora oggi un tratto caratteristico del nostro Gruppo, cui si unisce l’attività di approfondimento della figura femminile, a partire dal tempo della Bibbia fino all’epoca attuale, anche attraverso gli studi biblici. La presenza ai nostri incontri di donne che rappresentano ben nove nazionalità diverse (italiana, inglese, americana, ungherese, albanese, rumena, keniota, cubana e tedesca), contribuisce ad arricchire il percorso di riflessione sulla figura femminile nelle varie culture, oltre che permettere di passare insieme momenti piacevoli di conversazione, conoscenza ed organizzazione di attività comunitarie.

Per comprendere meglio le dinamiche originarie ed attuali del Gruppo, riteniamo necessario un breve approfondimento del contesto protestante in cui affondano le nostre radici, appartenente oggi all’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi. Uno dei caratteri distintivi del movimento valdese medievale era la partecipazione delle donne alla predicazione, in un’epoca in cui vi era sì un fiorire di ordini monastici femminili ma non la partecipazione ai cosiddetti “ministeri ordinati”, ovvero la possibilità di predicare. Dagli atti dell’Inquisizione si rileva che una delle accuse di eresia mosse al valdismo era proprio basata sulla presenza della predicazione femminile. Tracce del ministero femminile valdese si estendono fino al 1400, quando la predicazione femminile divenne tollerata ma non più riconosciuta dalle chiese della Riforma, cui aderì anche la chiesa valdese. Il dibattito sinodale sull’accesso delle donne al pastorato nelle chiese valdesi in Italia inizia nel 1948, su invito della conferenza distrettuale del V Distretto (Calabria e Sicilia), per approdare al ruolo delle “Assistenti di chiesa”, deliberato nel Sinodo del 1954, ed infine alla consacrazione delle prime pastore nel 1967, fatto che sancisce la definitiva parificazione dei ruoli di uomini e donne rispetto al ministero pastorale.

Tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800 si sviluppò il movimento metodista, ad opera del Pastore anglicano John Wesley, come movimento di Risveglio religioso e sociale che coinvolse dapprima il Nord America e poi l’Inghilterra, fino ad estendersi in Europa e nel resto del mondo, con una organizzazione che Wesley mutuò dalla Chiesa Anglicana e che, ancora oggi, vede in America la presenza di numerose donne-vescovo. La predicazione alle origini era affidata a laici, uomini e donne, e ben presto queste si organizzarono nelle comunità, impegnandosi nella difesa dei diritti degli oppressi (schiavi, alcolisti, prostitute), partecipando attivamente alla vita di associazioni filantropiche e collaborando alla nascita del Movimento Suffragista, che rivendicò il diritto di voto delle donne in America e in Europa.

I gruppi femminili delle chiese metodiste e valdesi nascono quindi “dal basso”, sulla spinta di questi movimenti, e già agli inizi del ‘900 si organizzano in una struttura “leggera”, di stampo federale, utile per mantenere i collegamenti tra le varie comunità, attraverso un proficuo scambio di notizie. Col nascere del movimento femminista, a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, cresce l’esigenza di affrontare le questioni legate alle condizioni delle donne e nel 1976 prende vita la Federazione delle Donne Evangeliche in Italia (FDEI), movimento di donne impegnate a “testimoniare la liberazione di Cristo per ogni creatura umana, con particolare riferimento alla condizione femminile nella chiesa e nella società” (Statuto, art. 2). La FDEI è basata sul volontariato e si propone di portare nelle chiese la riflessione sul ruolo della donna e di incoraggiare la partecipazione delle donne evangeliche alla vita della chiesa e della società. E’ membro del movimento ecumenico della Giornata Mondiale di Preghiera (un’iniziativa internazionale di donne cristiane), partecipa ad iniziative congiunte con organismi femminili protestanti a livello internazionale e ha rapporti con organizzazioni femminili cattoliche e laiche a livello nazionale e locale.

Il Gruppo Femminile della Chiesa Metodista di Savona opera quindi in seno alle attività della Federazione, partecipando alla realizzazione della Giornata Mondiale di Preghiera, che si celebra annualmente il primo venerdì di marzo in oltre 170 paesi e si propone di unire donne di varie etnie, culture e tradizioni in una giornata annuale di preghiera comune. Nel convincimento che preghiera e azione sono inseparabili, ogni anno si organizza una colletta a sostegno di un preciso progetto proposto dal paese che organizza la liturgia.

L’organo di collegamento tra i gruppi della FDEI è il Notiziario, pubblicato ogni tre mesi come inserto del settimanale evangelico Riforma. La Federazione produce anche i “Quaderni”, dove sono pubblicati gli atti dei convegni nazionali e regionali e dei campi studi estivi. In occasione del passaggio dal secondo al terzo millennio, la FDEI ha redatto il “Manifesto delle donne protestanti”, un documento per il dialogo fra donne e uomini. Nel 2000 ha inaugurato l’Archivio delle donne protestanti, presso l’archivio del Centro Culturale Valdese di Torre Pellice (Torino).

In conclusione riteniamo utile sottolineare che il nostro Gruppo è aperto non solo alle donne della comunità metodista ma anche alle simpatizzanti di altre confessioni, riconoscendoci pienamente nella definizione della nostra chiesa data dalla presidente per l’anno 2002/2003 del consiglio dei vescovi della Chiesa Metodista Unita degli Stati Uniti d’America, Sharon Brown Christopher:

“Una chiesa di cuori aperti, mentalità aperte, porte aperte”.

Savona, 8 maggio 2013

Silvana Ronco (presidente del Gruppo)